Contributi pubblicati nella monografia 
NUOVE EFFEMERIDI
dedicata a BATTIATO
Contributo di :
Marco Tarantino
La Spada nell'acqua
Fu per amore della spada che riposava bambina in qualche greto del cuore? Il pezzo di legno oramai poteva anche essere finito nelloceano e luomo alto e secco lo sapeva; pure, egualmente, tornò. Mai sera lasciato tentare prima, mai lavrebbe rifatto.
Partita di beneficenza , nazionale cantanti contro " All star" del calcio femminile. "Mi disturba la non accettazione del proprio Karma", tecnica decisamente mista su tappeto di S. Siro... Luomo alto e secco aveva quarantadue primavere pesanti disseminate sullascesi. Di storielle sufi ne conosceva parecchie altre ma, chissà perché era quella a danzargli sui tubolari. A metà degli anni Ottanta incassare oltre duecento milioni non era frequente per serate così, fatte per pensieri così. "Vi sono spiriti timorosi la cui capacità di comprendere è stranamente limitata da idee preconcette" ( René Guenon). Fu invece il Dharma, lequilibrio sanscrito del Manu, il Re del Mondo, a indicare la strada al visionario del "Grande Esodo"?
Franco Battiato allacciò gli scarpini e ritrovò i gesti. Il centro di gravità permanente è solo nel cercarlo e allora il gioco centra, non smette mai. Era una bellissima notte con settantamila voci intorno. Al calcio doveva quel naso incurabile, erano giorni di stop e rilanci e sgambetti e soprattutto di pali rettangolari, spigoli cattivi come speroni. "Ma dopo il frontale non smisi mica, il calcio era un mio amico caro". Quattro, cinque lustri fa, e suoni canzoni luoghi spartiti. Giustizia e Pace. "Armonia" è unaltra traduzione possibile. " Un vero maestro libera, non lega". Morandi, Mogol e Giacobbe aspettavano il fischio sparpagliati sul semicerchio.
Dallaltra parte del prato, le signore non porgevano violette e non ne chiedevano. Dilettanti in maschera dal palleggio professionale, cariche di scudetti e di rimbalzi: la leggendaria Betty Vignotto, la principessa Morace, e Carta, Marsiletti Augustensen, ONeal. Sette minuti perché, sullout sinistro, si materializzasse ombrata la sagoma di una bionda interminabile e potente, quadricipiti come fotogrammi per lezioni di anatomia. E una punta che toglie gli scalpi alle marcatrici e poi glieli sventola in faccia. La Reilly punta il bardo dello Shri-Shweta-Varaha-Kalpa, anche detto " Era del Cinghiale Bianco", lo punta e lo salta con un unico scarto. Poi se ne va in progressione.
Battiato ha due stecche per gambe. I calzettoni gli cadono giù. Senza più vertebre. Resta sul posto, si volta, vede un casco biondo che fugge via. Si riscuote. Si mette alla caccia, sinventa un cambio di marcia. Accorcia. Rivede il casco biondo verso lintersezione delle righe. Gli ultimi metri: può piazzarci il tackle dimenticato nelle giovanili di un Catania di venticinque anni fa. Il tackle dimenticato: ma lha dimenticato, ha 42 anni, si chiama Franco Battiato, non Antonio Cabrini, ed è qui solo perché era utile che ci fosse. Lo squarcio sotto linguine sembrò sonoro, il dolore una metastasi di sofferenze, ma cosa importava più? Altri quattro metri dinerzia. Ci provò con sta gamba, dèi dei vecchi terzini aiutatemi, se siete ancora tra il trifoglio decifrabile. Il cross che era partito teso sbattè sulla suola dellallievo di Gurdjieff, signore daltri schemi: il pallone schizzò oltre il fondo, festeggiando quellimpronosticabile scivolata. Battiato stramazzò: strappo, lancinante e insandacabile, il suo match era finito lì. Scosse sismiche più che fitte lo accompaghnarono nel tragitto in barella, gli sembrava di non essere in sé.
Stupita, la Reilly corse per raggiungere la lettiga. Gli accarezzò la testa. Battiato sorrise piano, scavando nel dolore, sempre più assordante, e nel rumore, sempre meno decifrabile: "Ero un terziono grintoso, tanti anni fa .E dura a quarantanni, vedersi scappare via lala, specie se è donna".
Un vero maestro non lega ma libera, se occorre, anche in corner.