Hai ricordi vivi della tua infanzia,
un presentimento di ciò che avrebbe toccato poi la tua consapevolezza?
Ho ricordi della mia infanzia, ma non che dalla mia infanzia avessi sentori del mio
futuro, tranne il fatto che fin da bambino ero un grande appassionato di musica. Fin da 4
o 5 anni sentivo che la musica era una cosa che mi apparteneva.
Quali sono stati i tuoi modelli musicali?
I musicisti che hanno segnato delle svolte o che mi hanno dato delle
aperture: i Beatles, i gruppi musicali di quella generazione, Hendrix,
Terry Riley; parlo di rivoluzioni musicali.Un passo ulteriore è stato la
scoperta della musica etnica; ho amato molto la musica indiana e la
musica classica. In seguito c’è stato anche il canto gregoriano…
Essendo tu un Leone, sei naturalmente uno spirito di grande energia e istintiva voglia di
vivere; come si coniugano queste qualità con una vita fatta apparentemente di rinunce?
Bisogna vedere a cosa si rinuncia, in realtà quello che può apparire
come una rinuncia è un abbracciare un concetto più ampio della vita,
quindi rinunciare alla banalità per abbracciare valori più alti. Il
silenzio per me è un linguaggio. Non mi sento solo, anche se
paradossalmente è nella solitudine che si può esperire una maggiore
pienezza di vita. Io mi sento parte dell’universo.
Qual è stato il rapporto con i tuoi coetanei, ti sei sentito inevitabilmente
diverso?
A un certo punto sì, quando le mie scelte si stavano orientando verso
altri orizzonti; poi si matura e si capisce che non si è affatto
diversi, siamo tutti figli dell’Eterno.
Dal tuo primo disco "La Finestra Dentro" all’ultimo "Arcano Enigma"
sembra che in parte i temi siano rimasti gli stessi, ma il percorso
evolutivo è molto. Chi o che cosa ti ha aiutato in questo?
Sono le evoluzioni che si hanno nell’esistenza. Al tempo del disco "La
Finestra Dentro" avevo le idee un po’ confuse; alcune cose erano degli
effettismi, anche se credo di aver manifestato anche a livello inconscio
un certo disagio esistenziale. Ora ho semplicemente le idee più chiare.
Su queste alture, sospesi tra cielo e terra, facendo silenzio si riesce ad avvertire
qualcosa?
Il problema è proprio fare silenzio: è una cosa difficilissima. Vivere
nella solitudine è combattere con il turbinio dei pensieri e con
l’inerzia. La mente è come uno specchio. Quando l’ottusità
dell’intelletto si calma e la nebbia dei pensieri scompare, le forze
segrete dell’anima vengono allo scoperto.
Anche nei tumulti della città questo è possibile?
Certamente.
Allora questa tua scelta la vedi come definitiva?
L’unica mia scelta definitiva è la ricerca spirituale.Per il resto
l’unica cosa che nella vita non muta è il mutamento stesso. Quando sono
entrato in monastero pensavo fosse una scelta definitiva, invece…
Sento una grande serenità nella tua scelta.
Se non si è sereni, non si possono fare certe scelte.
Riuscirà mai l’Occidente contemporaneo a capire che la dualità è
solo apparente, o addirittura stiamo andando verso un relativismo,
un’indifferenza morale che azzera qualunque dinamica Bene-Male?
Come posso saperlo? Di certo la persona occidentale e la persona
orientale riescono a superare il concetto di dualità qualora
intraprendano un cammino interiore.Non distinguo tra Oriente e
Occidente, l’uomo è l’uomo; ci sono degli illuminati in Oriente, così
come in Occidente.E’ la presa di coscienza interiore che ti fa superare
determinati scogli filosofici.Se è vero quanto dice San Paolo, che
l’universo è in attesa di una grande presa di coscienza, allora si
arriverà all’unità cristica e si supererà la dualità.
Quant’è importante per te l’apprezzamento del pubblico? Ti piace
avere un rapporto diretto nei concerti?
Il concerto è sempre un momento un po’ magico. Non mi metto nei panni
dell’artista che sale sul palco, ma mi sento strumento per un incontro
con altre persone che possa essere piacevole. Per il resto la vanità non
mi appartiene, anche se apprezzo l’apprezzamento come controbilancia
delle critiche.
Un uomo spirituale come te, come vive la sessualità?
Ma che cos’è la sessualità? Penso ci sia molta confusione su questo
argomento.Si fraintende la sessualità con la genitalità.Nella misura in
cui cresce l’amore per Dio, sulla via che porta alla trasformazione
della coscienza, le altre cose cessano di turbare la mente.A seconda di
come tu hai pensieri, così sei.
E l’erotismo?
Un certo tipo di catechismo ci ha messi con le spalle al muro e forse ha
fatto più male che bene. L’eros non si può eliminare dalla vita. La vita
è erotica, l’universo è erotico. L’eros è vitalità, è comunicazione. Se
non ci fosse l’eros non ci sarebbe nemmeno l’esistenza. Bisogna
solamente sapere come utilizzarlo ai fini di un’apertura verso l’alto.
Ritieni la preghiera, l’umiltà e la povertà dei tuoi valori?
Assolutamente sì. Con povertà intendo il senso di non appartenenza o possesso delle cose
nella vita. Non vi è niente a cui si debba rinunciare, proprio perché niente ci
appartiene nella vita, neanche il nostro corpo.Se si capisce questo si diventa
necessariamente umili.
La vita ritirata e di contemplazione può rappresentare una fuga dalle responsabilità?
La realtà per me è una sola ed è quella spirituale.E’ fuggendo da essa
che si compie la vera fuga. Io non fuggo dalla realtà, ma mi avvicino ad
essa. Per me fuggire significa fuggire da Dio, e l’unica responsabilità
che sento di avere è l’obbedienza alle sue leggi.
Pensi che la tua scelta di vivere ai confini della realtà possa risultare in un certo
modo provocatoria nei confronti della società?
Credo che il mio modo di vivere rappresenti un interrogativo per molti, tuttavia non
intendo provocare nessuno. Ho semplicemente votato la mia esistenza per una causa
superiore.Non è ciò che gli altri pensano di me che conta, ma ciò che io sono.
Quali ritieni siano le pecche del tuo ego?
Nel Vangelo c’è scritto: "Siate perfetti, come è perfetto il vostro
Padre".E chi può esserlo? Una persona quando si evolve vede
inevitabilmente anche la propria limitatezza. Una volta un monaco
camaldolese mi fece un esempio.Era verso l’imbrunire. Mi disse: - Vedi
questo saio? Ora che è sera lo vedi bianco, ma domani col sole ti
accorgerai che è tutto pieno di macchie.- Così mi sento io.
Hai una tua idea di una fisiologia spirituale dell’uomo?
So la cosa più importante: di essere il tempio di una luce
soprannaturale che, come dice San Paolo, "occhio mai ha visto". L’uomo è
una creatura della Luce. In alcuni questa Luce è più cosciente, in altri
meno, in altri ancora è totalmente incosciente, ma ogni uomo ha lo
stesso potenziale universale.
Quando preghi?
Pregare è essere! E’ vivere con rispetto per gli altri e per le cose. Ed
io, con i miei limiti, cerco di farlo ventiquattro ore su ventiquattro.
E se qualcuno ti domandasse come si può trovare la serenità, tu cosa gli risponderesti?
Tratta ogni essere umano come fosse un fiore e vivrai felice.

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