Nella canzone affermi "il destino è segnato dal primo motore": in
questo mondo pieno di dolore, quali possibilità per la libertà
dell’uomo dal momento che il destino è comunque segnato?
Rita
Credo che ci sia sempre un piano nell’esistenza e a questo piano di
Dio siamo chiamati a dare delle risposte, ad essere collaboratori
attivi del nostro destino.
Una volta un mio professore di filosofia mi fece un esempio molto
semplice: la vita dell’uomo può essere paragonata ad una nave che
attraversa il mare: per l’uomo è un viaggio verso l’ignoto. Dio è
oltre questo mare sconosciuto e quindi conosce gli ostacoli e gli
eventi di questo viaggio. L’eternità di Dio è oltre il mare del
tempo.