Echi interiori: in ascolto tra voce e silenzio...

 

artbul2d.gif (144 byte) Echi interiori

artbul2d.gif (144 byte) Firenze 2002 di Donatella De Vincentiis
artbul2d.gif (144 byte) L'eco del primo ascolto di   Massimiano
artbul2d.gif (144 byte) Il Giorno dell'indipendenza di D. De Vincentiis
artbul2d.gif (144 byte) Nuvole Bianche  di Donatella De Vincentiis
artbul2d.gif (144 byte) Arcano Enigma di Antonio "Patriot" La Monica
artbul2d.gif (144 byte) Zodiaco  di Velvet

 

 

Firenze Estate 2002

Rassegna "Il Suono dell'anima"

Concerto di Juri Camisasca

Oratorio di S. Francesco dei Vanchetoni

8 luglio 2002

Juri Camisasca: voce, harmonium indiano

Francesco Calì : Tastiere

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Gli austeri cori lignei e gli affreschi seicenteschi dell'oratorio nella loro rigorosa sobrietà si sono rivelati subito il contesto ideale per un concerto intenso, dal tono raccolto, interiorizzato, quasi un rito, che, tra profumi di incenso e mirra e ceri accesi, ha trasmesso ai partecipanti vibrazioni mistiche fin dalle prime note del Te Deum, che con la sua solenne compostezza ha aperto la serata.

Una grande calma è scesa su di noi, evocata dalla pacatezza e dalla profondità avvolgente della voce: è un mistero che lentamente inizia a raccontarsi in una distensione diacronica.

Al termine del primo brano, esitante, ma incontenibile, l'applauso osa rompere il silenzio.

Seguono altri sublimi canti gregoriani: Exultet, O Redemptor, Aurea luce, Veni sancte spiritus, Ave Maris stella (che abbiamo ascoltato per la prima volta). Juri tiene spesso gli occhi chiusi, ispirato.

Tutto il concerto è un percorso su un crinale, di vetta in vetta.

Inizia la parte pop del concerto con Nuvole Bianche, in una versione nuova, arpeggiata, delicata, quasi sommessa, più eterea che mai, magica.

Poi ascoltiamo Nomadi, in versione lenta, distesa, ma dal tono accorato e intenso e quindi Arcano Enigma: modulazioni impercettibili, sfumature da respirare, ma forte è il Richiamo ed il velo del tempo è ormai aperto, dalla fessura sfiori l'Eterno, lo ritrovi nelle candide distese della memoria.

Seguono Il Carmelo di Echt, dedicata ad Edith Stein, e Il sole nella pioggia, che canta l'equanimità, anche quest'ultima in una versione arpeggiata, davvero delicata.

Infine è la volta di S. Agostino, da riscoprire senza la ritmica consueta, abbandonata e distesa, e l'autobiografica Le acque di Siloe, in un'esecuzione che toglie il respiro.

Fin qui nessun commento o introduzione ai testi da parte di Juri, che canta senza alcuna interruzione, salvo che per la meditazione indiana finale:

"Ora eseguirò un'improvvisazione basata sui principi meditativi del suono, la cui valenza è l'energia che si viene a creare tra chi ascolta e chi esegue l'improvvisazione. Per l'occasione utilizzerò una citazione del Rig-Veda, dedicata al Mantra del Sole."

Questa voce che viene d'Altrove, con le sue tonalità, modulazioni, vibrazioni ci introduce così al Sé profondo…che è Silenzio.

Applausi interminabili strappano due bis: nel primo vengono eseguiti Tocchi terra, tocchi Dio, intensissima ed Il Carmelo Di Echt; nel secondo L'Exultet, che chiude a livelli altissimi la serata.

Un medesimo tono intimo, un medesimo respiro, dall'inizio alla fine, un'intensità che non si smorza un istante…un dono infinito.

Vibrazioni che hanno scavato la mia anima, prosciugato i sensi, fino a desiderare solo silenzio.

Sono rimasti gli echi a cullare il sogno infinito delle mie notti.

Grazie Juri.

Donatella De Vincentiis

Per commenti, interventi, contributi: Donatella De Vincentiis

 

"Il materiale qui riprodotto è stato gentilmente
concesso da Juri Camisasca ed ogni ulteriore utilizzo dovrà essere da lui autorizzato"
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