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Con quest’affermazione
intendo riferirmi ad ogni istante dell’esistenza: pregare è essere
portatori di verità e di luce in ogni circostanza e attimo della
giornata.
Poi vi sono momenti in cui si è totalmente naturali e si possono smantellare tutte le
maschere e sovrastrutture dietro alle quali ci si nasconde, per far credere di essere ciò
che non si è.
Il canto e la pittura delle icone sono per me come meditare: il
pensiero si distacca e la mente si svuota liberandosi completamente
dal senso dell’ego;
Dio è onnipresente, ma questi momenti sono simili ad un rituale, ad una liturgia: un
tempo forte, di cui mi sento privilegiato.
Quando canto entro in una dimensione di assoluta tranquillità, così
immergendomi nei colori sperimento l’abbandono ad una mano
superiore. |
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