DISCEPOLO E ARTISTA Battiato e Gurdjieff

Gurdjieff e Battiato: Centro
di gravità permanente.
"La base di
questa scuola è ... il grado di coscienza di sé. Anche se
sono varie le "possibilità di perfezione" del proprio sé. E’ quel grado di conoscenza che ti porta a una tua
verità personale, che, come conseguenza, si riflette all’esterno in una
proiezione di giustizia e precisione."
Quindi la gravità diventa una specie di centro interiore.
"Quando una persona è "fuori centro", "non ha centro", diciamo
che è "scentrata". ... E la possiamo determinare con un esempio
di legge fisica: c’è un punto in cui una persona è in equilibrio
su di sé; un altro punto in cui basta un po’ di vento per farti
cadere giù. E’ il centro attorno al quale ruota tutto il mondo
della percezione e dell’impressione: è
una posizione dalla quale tutto il resto è periferia, una
posizione dalla quale vedi tutto il mondo. Esiste un
collegamento con il controllo delle emozioni. Si tratta di
un’idea di unità portata alle estreme conseguenze, contro la
frammentarietà dell’essere, e per l’essere Uno. Il centro
perfetto – veramente difficile da raggiungere – è la possibilità
di non avere dubbi su niente perché tutto è chiaro. Da quel punto
tutto si vede con chiarezza e perfezione. Ma ci sono vari livelli".
Gurdjieff e Battiato:
shock addizionali
Un altro dei concetti che
Gurdjieff approfondiva, secondo Ouspensky, era il dramma di continuare a cambiare
continuamente, invece di cercare il "centro di gravità permanente".
"Lui chiamava shock addizionale la possibilità di non
cambiare. Sosteneva che la
divulgazione dell’energia nell’Universo, regolata dalla legge
dell’ottava, ha dei semitoni, che corrispondono al Mi-Fa e Si-Do
della scala musicale. Durante quei semitoni, l’uomo che sta
cominciando a fare qualcosa viene disturbato e ne fa un’altra.
Questo può sembrare un po’ bizzarro, ma se poi si studia la
realtà della vita, si scopre che è esattissimo quello che dice."
Serena Iglio
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