FRANCO BATTIATO
Traduzioni delle interviste spagnole  a cura di Pilar Mulas Fernández
EL PAÍS, venerdì 26 ottobre del 2001
Franco Battiato
"Preferisco un arabo dallo sguardo leale ad un militarista arrogante".
MIGUEL MORA. Madrid. (Foto: Gorka Lejarcegi).


Da quando nel 1971, ha pubblicato il suo primo disco, Fetus, Franco Battiato ha sempre avuto percorsi singolari. Nato nel 1947 (sic !) nella città siciliana di Iona (sic), da ragazzo ha studiato la chitarra e subito si è indirizzato verso tutto ció che é sperimentale: Stockhausen, Luigi Nono, John Cage. Erano i Sessanta. Fino al 1978 Battiato non connette con il pubblico. Il successo arrivò con dischi come L'Arca di Noè (1982) e Nómadas (1987). Nei novanta, si complicò la vita e ritornò ai classici: in Como un camello en un canalón, interpretò Beethoven, Wagner, Brahms e Berlioz. Siamo nel 2001, e Battiato ha scoperto un meticcio di musiche e lingue, come si vede nei suoi ultimi dischi: Fleurs (il 19º della sua carriera), Decoder (sic !!!???) (il 20º), e l'ultimo Ferro battuto (il 21º).

Il cantante si esibisce oggi e domani, al Teatro Albéniz, nel corso del Festival d'Autunno di Madrid, e promette una miscela di ritmi e di lingue, ballate e canzoni ritmate, covers dei Settanta, un quartetto d'archi ed un cantante che è filosofo, Manlio Sgalambro e alla stessa volta l'autore dei testi.

Inoltre, l'alto e schierato Battiato porta la sua classica presa di posizione pacifica e razionalista, ispirata già da molto tempo agli insegnamenti dei sufi.

         - Sembra che il Governo italiano si sia sentito disturbato da una sua intervista per Il Corriere della Sera in cui lei respingeva  la presunta superiorità dell'Occidente proclamata da Berlusconi.

         - In realtà, l'intervista era molto moderata, non mostrava un atteggiamento estremo in assoluto, dicevo delle cose abbastanza condivisibili da persone razionali. L'idea era che l'attacco dell'11 di settembre sia stato semplicemente un'attacco terrorista, un'attacco brutale, ma non una dichiarazione di guerra. Anche se a qualcuno è venuto comodo prenderlo così, così non era. E la conseguenza di questo errore è che molta gente povera del popolo afghano ne sta soffrendo le conseguenze, spostandosi verso un non-luogo senza protezione, con 60.000 donne sull'orlo di partorire, messi in una esistenza infernale. Sono solo a favore del popolo afghano. Bin Laden ha dimostrato di essere un uomo molto pericoloso. Ma mi è impossibile accettare l'arroganza prepotente di Bush, quello di "o siete con noi o siete contro di noi". Reclamo un luogo neutrale, ma tra un militarista arrogante di sguardo torbido ed un'arabo di sguardo leale, preferisco il secondo. Il nostro unico nemico è il nemico della compassione, quello che schiaccia il debole.

         - Crede che siano cambiate le cose dall'11 di settembre?

         - Sì, ci sono dei sintomi che stiamo andando verso una rinascita delle coscienze dopo avere subito una grande commozione. Noi occidentali abbiamo un senso di colpa: anche l'altro esiste. La politica deve rappresentare lo stato d'animo del popolo, e Berlusconi non l'ha fatto. Ma quando lo attaccano dicendo che la televisione che faceva rovinava il popolo italiano, io non sono d'accordo. Che non la vedano e basta. E' lo stesso che con la musica: la gente ama la musica facile, e l'industria si limita a dargliela.

         - E come vede la musica italiana?

         - Non potrei dare una risposta precisa su questo, ma non mi piace essere catastrofista. Vada come vada, sta andando avanti. Anche le cose frivole, brutte, si fanno con un certo gusto e sonorità. Sono totalmente a favore della musica nuova.

         - E i classici come lei, Mina o Celentano continuano a trionfare.

         - Non nego che può essere irritante, ma non si è prodotto un ricambio generazionale. Nei Sessanta e i Settanta si è stati creativi, ma da 20 anni il cuore della gente rmane con i cantanti vecchi.

         - Sente che costoro   hanno avuto qualche genere d'influenza?

         - Nel mio caso è così perchè sono sempre stato un musicista che incorporava il senso della vita; altri hanno solo fatto canzoni. La gente che mi segue a volte rimane delusa se mi allontano dal misticismo, ma è che ho bisogno di fare una canzone d'amore ogni tanto. Parlo per tentare di non ripetermi. quello che è detto rimane, e poi proviamo ad andare avanti.

         - Ma nei suoi ultimi dischi ha fatto delle cover...


         - E' che mi piace di più cantare, rispetto a un tempo. Ma continuo a considerarmi un proletario dello spirito, un artista a cui piace avere compagni di viaggio che hanno bisogno d'affetto, amore, protezione.